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Piet Mondrian. L’armonia perfetta

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L’opera di Piet Mondrian esponente di spicco dell’arte astratta, in occasione della prima grande retrospettiva italiana.
Nei Paesi Bassi del primo Novecento, Piet Mondrian (Amersfoort, 7 marzo 1872- New York, 31 gennaio 1944) era un paesaggista di successo.
Ma era curioso, ossessionato dall’idea di progresso, e riteneva di avere una missione personale-elementi che si riscontrano anche in Kandinskij e che, da Charles Baudelaire in poi, possono essere considerati come caratteristici della modernità. Negli anni a cavallo tra i due secoli, gli artisti d’avanguardia non si accontentavano più di un’arte deputata a rappresentare l’aspetto esteriore della realtà e ricercavano una verità più profonda, oltre l’esteriorità. Affascinato dalla corrente cubista, Mondrian continuò a lavorare sulle possibilità di strutturazione per riduzione, già contenute nel Cubismo, fino alla pittura astratta e, alcuni anni più tardi, inaugurò quello che definì “Neoplasticismo”. Come in Kandinskij, agli elementi espressivi della pittura -linea, colore e forma o superficie – veniva attribuito un valore proprio, che non rimandava a qualcos’altro. In più, Mondrian ridusse tali elementi all’essenziale: soltanto linee rette, verticali e orizzontali, mai diagonali; soltanto colori primari- nessun colore composto, come in natura- e i non-colori nero, bianco e grigio. Ne derivò una delle fasi più affascinanti della storia dell’arte moderna: il gioco di Mondrian con le linee orizzontali e verticali e la ricerca della composizione ideale.

COD: Benno Tempel, Skira, 2011, 224 p., cm 28x30, rilegato. Categorie: , .
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Peso 2.5 kg

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