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Enrico Scuri. La fine del Classico nella pittura italiana dell’Ottocento

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“Le ragioni che hanno indotto il Museo Civico di Cremona ad accogliere nelle proprie sale una mostra retrospettiva sull’opera di Enrico Scuri sono intimamente legate  alle vicende biografiche del pittore stesso. Bergamasco di origine e a lungo direttore dell’Accademia Carrara, Scuri era stato allievo di Giuseppe Diotti, il più grande artista dell’Ottocento cremonese.

A Cremona, e al suo territorio, Enrico Scuri fu a lungo legato da vincoli di affetto, oltre che da frequenti rapporti di committenza con l’aristocrazia e la borghesia cittadina.

In considerazione di questi trascorsi, la Pinacoteca Ala Ponzone conserva nei suoi fondi importanti dipinti, disegni e grandi cartoni del pittore, oltre a opere di suoi compagni di studio, colleghi della professione e allievi.

La rassegna cremonese che accompagna l’uscita di questo volume, permette di illuminare un’importante stagione di trapasso della cultura figurativa lombarda dal tardo Neoclassicismo al Romanticismo storico e fino al prevalere delle poetiche del Naturale e del Vero, in sostanza un intero secolo di pittura accademica, della quale Enrico Scuri fu, nel bene e nel male, indiscusso protagonista” dall’introduzione di Mario Marubbi e Ivana Iotta.

COD: Renzo Mangili, Federico Motta Editore, 2002, 384 p., cm. 24x29, rilegato. Categorie: , .
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