Contributi alla pittura toscana del Settecento

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In un saggio di qualche anno fa, Mina Gregori scriveva come la situazione degli studi sulla pittura del Settecento toscano fosse piuttosto diversa da quella del Seicento. Nonostante che il recupero critico, a partire dagli studi di Marangoni e dalla pionieristica mostra di Palazzo Pitti del 1922, avesse avuto per mira entrambi i secoli, del Seicento toscano disponiamo oggi di una conoscenza diffusa, un profilo sostanzialmente chiaro, mentre per il Settecento “stiamo ancora raccogliendo le spoglie per farle risorgere, speriamo presto, in un corpo vivo e decifrabile”. È una lettura oltremodo eloquente e che resta ancora oggi del tutto condivisibile tanto che ci sentiamo di affermare come questo numero monografico di “Predella”, a distanza di quasi un decennio, confermi in pieno questa situazione. Ciascuno dei contributi qui di seguito pubblicati, infatti, presenta consistenti novità, figurative o documentarie, su aspetti della pittura del Settecento, che costituiscono esattamente parte di quelle “spoglie” che dovranno essere ricomposte in un quadro unitario. Novità che non sono, o non sono soltanto precisazioni, ma che aggiungono elementi portanti alla ricostruzione di personalità artistiche, oppure miranti alla riconfigurazione di situazioni territoriali, di geografia artistica si direbbe, sia interne al Granducato, sia esterne, in particolare nel rapporto con altri centri.

COD: Emanuele Pellegrini, Stefano Renzoni, Edizioni ETS, 2014, 216 p., brossura. Categorie: , .
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