Tarsie lignee del Rinascimento in Italia

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La grande stagione artistica del Rinascimento italiano che si sviluppò tra il Quattro e il Cinquecento ebbe un capitolo importante e tuttavia spesso sottovalutato: la tarsia lignea. Questo fenomeno artistico, straordinariamente raffinato per tecnica esecutiva e contenuti culturali, andò di pari passo con l’evoluzione delle cosiddette arti maggiori – la pittura, la scultura e l’architettura -, ne seguì gli sviluppi teorici e le speculazioni intellettuali. Uno dei più significativi maestri in questo campo fu fra’ Giovanni da Verona, intarsiatore, ma anche architetto, miniatore e scultore, perfettamente aggiornato sulle novità artistiche del suo tempo. Il ciclo di Santa Maria in Organo a Verona, esempio paradigmatico della tarsia lignea rinascimentale, mostra un linguaggio artistico perfettamente consapevole della scienza prospettica, aggiornato sugli sviluppi più recenti dell’arte e della conoscenza in genere. Ma gli esempi di come l’arte dell’intarsio ligneo nel Rinascimento si sia sviluppata parallelamente alle arti maggiori non finiscono certo qui. Non è un caso che il più celebre studiolo realizzato con questa tecnica sia quello di Federico da Montefeltro, in quella Urbino che era senza dubbio una delle culle della cultura matematica e artistica dell’epoca, dove trovarono espressione artisti come Piero della Francesca e matematici come il già citato Pacioli. Questo volume segue lo sviluppo di quest’arte a cavallo tra XV e XVI secolo.

COD: Luca Trevisan, Sassi, 2011, 256 p., cm. 28 x 33, rilegato. Categorie: , .

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Peso 2.5 kg