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Pittura del Cinquecento a Napoli 1573-1606. L’ultima maniera

82,63 41,30

Sommario: Prescrizioni tridentine. Il ruolo dell’artista e delle immagini nella Napoli della Controriforma; Gli anni settanta, l’eredità di Marco Pino, quella di Buono e Lama e la disputa fra “maniera” e “pittura devota”; 1573: l’ondata fiamminga. Cornelis Smet e Teodoro d’Errico capofila della “maniera tenera” al Sud; La colonia fiamminga nel Meridione. Myens, Cobergher e gli altri; Francesco Curia e l’apice espressivo della “maniera tenera”; Equilibrio e dialettica generativa fra pittura devota ed eversione fantastica: Girolamo Imparato e Giovann’Angelo; Il cantiere della Certosa di San Martino; Belisario Corenzio, Luigi Rodríguez e la grande decorazione a fresco nella Napoli a cavallo tra Cinque e Seicento; Realismo domestico: il ruolo di Scipione Pulzone e l’apporto toscano di fine secolo; Fabrizio Santafede campione della nuova pittura devota; Oltre Caravaggio. Borghese, Azzolino e la prosecuzione della tendenza “riformata” nei primi decenni del Seicento; Regesti; Bibliografia; Indice dei nomi; Indice dei luoghi e delle opere.

COD: Pierluigi Leone de Castris, Electa Napoli, 2002, 360 p., cm 25x28, rilegato con cofanetto. Categorie: , .

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Peso 3 kg

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