Ornatissimo Codice. La biblioteca di Federico di Montefeltro

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A 350 anni dal trasferimento della Biblioteca dei Duchi di Urbino presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico delle Marche, in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’ e Arthemisia, promuove il primo e unico ritorno della biblioteca di Federico di Montefeltro nelle stanze che l’hanno vista formarsi. Il volume, pubblicato in occasione della mostra allestita nella stanza della biblioteca di Federico nel Palazzo Ducale di Urbino e in due grandi sale adiacenti, permette di conoscere la collezione libraria nei suoi tratti essenziali e spettacolari: capolavori miniati, la cui visione è abitualmente riservata ai soli studiosi, che rispecchiano gli interessi culturali e le spinte innovative del secolo in cui si è formata e, in particolare, della corte di Urbino. Una ricostruzione assolutamente fedele che consente di ammirare nel suo insieme la più bella collezione di manoscritti del Quattrocento.
“Forse entrando dal cortile d’onore nella sala che ospitava i preziosi volumi avverte la mancanza di qualcosa di molto importante, ma distratto dalla meravigliosa architettura del palazzo e dalle opere d’arte della Galleria Nazionale perde il senso di qualcosa di centrale nel disegno colto di Federico, la sua preziosa biblioteca, il gioiello del palazzo urbinate del duca.
Solo per ricordare alcuni numeri, alla morte di Federico nella biblioteca erano conservati novecento codici dei quali seicento latini, centosessantotto greci, ottantadue ebraici e due arabi, un numero incredibile per l’epoca e di un valore incalcolabile, superiore a quello delle preziose suppellettili del palazzo. Si trattava di una delle più importanti collezioni private di manoscritti miniati del Quattrocento, superando per quantità e qualità anche le raccolte contemporanee dei Medici a Firenze e degli Sforza a Pavia. Dopo la morte di Federico, la biblioteca fu difesa dagli attacchi esterni (in particolare dalle ruberie di Cesare Borgia nel 1502) e arricchita dai duchi fino a Francesco Maria II (1548-1631), il quale la lasciò in eredità alla città di Urbino.” (dal saggio La biblioteca del duca di Lorenza Mochi Onori)

COD: Lorenza Mochi Onori, Claudia Caldari, Marcella Peruzzi, Skira, 2008, 248 p., cm 24x28, brossura, con DVD. Categoria: .

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Peso 1.5 kg

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