Ori e argenti. Capolavori del ‘700 da Arrighi a Valadier

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Il Settecento è stato per le Marche un secolo di particolare splendore: la ricchezza data dalla fiorente economia agricola si riverbera sulla produzione artistica, lo stretto legame con Roma garantisce la qualità dei manufatti destinati dai pontefici alle chiese o commissionati dalle famiglie patrizie. La ricognizione di queste opere, capolavori per lo più sconosciuti, ha portato alla creazione di questo straordinario catalogo realizzato in occasione della mostra alla Galleria Nazionale delle Marche, che raccoglie oggetti di grande valore non solo per la materia in cui sono eseguiti ma soprattutto per la qualità artistica dell’esecuzione. Opere poco note per la loro funzione di oggetti di culto e la valenza di oggetti intrinsecamente “preziosi”, quindi conservati nei tesori delle chiese e nelle sacrestie, non nei musei per la loro qualità di opere d’arte.
Gli oggetti provengono da tutte le province marchigiane e sono opera di Giovanni Giardini, degli Arrighi, di Vincenzo Belli, di Lorenzo Petroncelli, dei Valadier e di molti altri artefici. Sono qui raccolti splendidi pezzi di argenteria sacra: busti e sculture, calici, reliquiari, coperte di libri liturgici, ostensori profusi di gemme colorate commissionati da prelati, vescovi e canonici o da illustri personaggi di origine marchigiana residenti nell’Urbe. Una sezione a parte è riservata inoltre alle argenterie profane appartenenti a collezioni private: oggetti da tavola, da scrittoio, da illuminazione commissionati alle botteghe romane dalle famiglie dell’aristocrazia locale che, nel corso del Settecento, grazie al costituirsi di considerevoli fortune economiche, poterono arricchire le loro nuove o rinnovate dimore di grandi quantità di preziosi argenti.

Urbino, Galleria Nazionale delle Marche
4 aprile – 14 ottobre 2007

COD: Aa. Vv., Skira, 2007, 262 p., cm 24x28, brossura. Categoria: .

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Peso 1.2 kg