Mito di Firenze

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L’opera delinea la formazione e l’evoluzione del “Mito di Firenze” dal Duecento all’Ottocento offrendo un quadro vivo e dinamico del più importante agglomerato urbano della nostra penisola. Dall’impero dei mercanti, che garantisce alla città ricchezza e possibilità di espandersi in tutta Europa, si passa a illustrare il potere delle grandi famiglie: guelfe e ghibelline, de’ Medici e infine degli Asburgo-Lorena, attraverso le testimonianze degli stessi protagonisti, come Giovanni Rucellai, Lorenzo de’ Medici o Leopoldo II di Lorena. Dalla vita quotidiana – i cibi, i matrimoni, i riti religiosi, gli usi e costumi – si passa alla lunga e prolifica stagione dell’arte, con le testimonianze di uomini d’eccezione come Leon Battista Alberti, Benvenuto Cellini o Michelangelo Buonarroti. Dalle grandi biblioteche monastiche che consentirono di salvare antichissime opere e il fiorire di un vasto mercato di collezionismo librario si approda infine ai resoconti di rappresentazioni teatrali, tornei, caroselli cavallereschi e alla nascita del melodramma. Grande cura è riservata al corredo iconografico, costituita da disegni, incisioni e acquerelli corredati da didascalie che consentono di apprezzare particolari di non immediata evidenza.

COD: Ludovica Sebregondi, Raffaella Maria Zaccaria, Paolo Viti, Editalia, 1996, 280 p., cm. 31,5x40, rilegato. Categorie: , , .