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Mimmo Jodice. Light

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Qualche fotografia, sparsa, si era già vista. Nella monografia del 1983, nella benemerita e pionieristica collana “I Grandi Fotografi”, addirittura in copertina, e all’interno, poche ma significative scelte. Poi, in alcuni lavori su commissione, in particolare quelli del 1985, straordinari, dedicati alla grande stagione del barocco napoletano (la cui centralità all’interno del percorso dell’autore non è solo cronologica, poiché quell’incontro ravvicinato incide in profondità sulle basi stesse del linguaggio); pochi, comunque, anche quelli. In ogni caso, una presenza marginale, un’eccezione che confermava la regola, tale da apparire un capitolo nemmeno aperto, un’anomalia cui non fare nemmeno troppo caso. Eppure, già in quella ormai lontana monografia a larga diffusione, Mimmo Jodice rispondeva a una precisa domanda con un’altra domanda: “C’è differenza tra bianco e nero e colore?”. Eppure, a chi sia aduso a frequentare, anche saltuariamente, gli studi dei fotografi, è ben noto il principio secondo cui quanto viene stampato e pubblicato è sempre una parte minima di quello che viene scattato, e che gli archivi sono sempre fonti pressoché inesauribili di sorprese, di prove rimaste inedite, di strade intraprese e abbandonate per i più disparati motivi, di progetti a lungo coltivati che rimangono chiusi nei cassetti fino al giorno in cui…

 

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COD: Mimmo Jodice, Damiani, 2006, 137 p., cm. 25x29, rilegato, Ediz. Italiana e English edition. Categorie: , .
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