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Luoghi di culto. Architetture 1997-2007

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La realizzazione di spazi per comunità religiose è solo apparentemente un’esercitazione di libera creatività progettuale, tesa alla definizione di uno “spazio sacro” di carattere metafisico. Al contrario, i committenti religiosi hanno sempre posto all’attenzione dei progettisti specifici obiettivi, articolati su programmi complessi – talora contraddittori – per ottemperare ai diversi fini liturgici, catechetici, caritativi e aggregativi che lo spazio di culto comunitario ospita. Oltre a precise indicazioni funzionali (relative, per esempio, allo svolgimento dei diversi riti), le architetture delle grandi religioni sono state, e continuano ad essere, straordinari mezzi per mettere in rapporto le religioni stesse con la storia, con la società e con le culture locali, secondo un’inesausta dialettica tra identità e relazionalità. A fronte di processi globali – quali la secolarizzazione delle chiese cristiane, l’incontro con la modernità delle società islamiche, l’individualismo e la virtualità delle comunicazioni interpersonali – le religioni storiche continuano a investire in architetture, che da un lato ne sottolineino le reciproche differenze, ma che, dall’altro, evidenzi le contaminazioni culturali.
COD: Andrea Longhi, Motta Architettura, 2008, 278 p., cm. 27x31, rilegato. Categorie: , .

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Peso 2.1 kg

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