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Lo sguardo sulla natura. Luce e paesaggio da Lorrain a Turner

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Il volume accompagna un’ampia mostra ospitata al Museo Diocesano di Milano che documenta attraverso una settantina di opere l’evoluzione della tematica del paesaggio come forma di rappresentazione autonoma, dalla metà del Seicento fino all’inizio dell’Ottocento.
La rassegna ha inizio con le tele di Claude Lorrain e dei suoi più diretti seguaci, interpreti di una realtà idealizzata, solenne e armonica, in dialogo con opere di pittori d’oltralpe come Cornelis van Poelenburgh e Jan Both, o di Salvator Rosa e del Cavalier Tempesta.
Durante il Settecento, i punti di riferimento per le forme che siglano il genere sono Marco Ricci e alcune personalità emergenti nel contesto romano: Francesco Zuccarelli, per il paesaggio legato allo spirito dell’Arcadia; Francesco Guardi, felice interprete del capriccio; Canaletto e Bellotto maestri della veduta e del rovinismo, inteso come nostalgica interpretazione di un mondo ormai lontano e decaduto.
Con l’illuminismo e le teorie neoclassiche si fanno strada nuove forme di paesaggio, rivisitato alla luce dell’esperienza del Grand Tour: se Constable offre l’esempio di una natura empirica, oggettiva, ricca di luce e di colori, altri perseguiranno una dimensione più interiore, come Turner e le sue violente tempeste marine, le grandi nevicate, o le piogge impetuose.

 

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COD: Paolo Biscottini, Eugenia BIanchi, Silvana Editoriale, 2008, 240 p., cm. 23x28, brossura. Categorie: , .