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Leonardo. Acque e terre

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L’acqua è fondamento della vita e sorgente di rivelazione cosmica. Leonardo, fin dagli esordi della sua attività nella bottega del Verrocchio, indirizzò su di essa la sua sottile indagine scientifica. Ai suoi occhi, l’elemento dell’acqua si rivelava un vettore dinamico nell’economia degli strati, un mezzo di difesa e di offesa da impiegare nelle operazioni di strategia militare, un’entità biocosmica, poi rivissuta, per il suo eterno fluire, nei paesaggi dei suoi capolavori. Di qui le sue considerazioni sui principi di idrostatica e di idrodinamica, sulla caduta dell’acqua da differenti altezze, sulla velocità delle correnti, sulla dinamica dei vortici, sull’erogazione dell’acqua dalle bocche dei canali.
All’attività di ingegnere idraulico che progettava soluzioni concrete per imbrigliare il flusso dell’acqua allo scopo di provocare effettivi vantaggi economici su estesi territori, corrispondeva la visione naturalistica del filosofo che interpretava, nella potente azione erosiva dell’acqua, l’incessante metamorfosi della realtà in un’immensa dilatazione dei tempi. Pertanto il lungo studio riservato alle dinamiche dell’acqua in un preciso contesto territoriale della Toscana (Valdarno e Valdichiana) finì per costituire l’argomento elettivo delle sue opere, nella sintesi conclusiva dell’inscindibile rapporto tra scienza e arte che interviene e vibra con continuità nel mondo poetico e sublime della sua attività pittorica.

COD: Carlo Starnazzi, Grantour edizioni, 2002, 142 p., cm. 22,5x26,5, brossura, Ediz. Italiana/English edition. Categorie: , .
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