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Le Dimore di Pistoia e della Valdinievole

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L’itinerario di questo volume si snoda, come recita il sottotitolo, fra ville e residenze urbane, giardini murati e territori umanizzati, archivi privati e grandi collezioni artistiche, temi tutti con i quali viene a coincidere, o meglio ad esplicitarsi, il concetto stesso di dimora storica quale luogo per eccellenza abitato e gestito con decoro e magnificenza, dove spesso si sono svolti, accanto ai minimi fatti delle esistenze private, anche eventi importanti della vita sociale e politica tali da determinare le sorti, se non in modo ufficiale certamente in forma ideologica e programmatica, della città e del suo territorio.
La dimora storica è anche e, forse, sopra tutto centro di cultura, per il fatto di essere spesso fisicamente realizzata dai più aggiornati interpreti dell’architettura coeva, per essere decorata da cicli pittorici eseguiti dagli artisti più in voga, nonché ospite di collezioni d’arte, di straordinarie biblioteche, di piccoli teatri o sale da musica, per aver promosso e accolto dibattiti artistici e letterari, incontri musicali, sfarzosi appuntamenti mondani oltreché cerimonie ufficiali, eventi tutti dei quali le pareti – o almeno le carte, i libri da esse ancora protetti – conservano memoria malgrado il succedersi delle generazioni o i ‘burrascosi’ passaggi di proprietà.
È per questo che, sebbene dimore private, palazzi e ville pistoiesi hanno contribuito fortemente a marcare il carattere e l’identità tanto del tessuto urbano quanto della compagine territoriale, assorbendo o respingendo influssi stilistici dalla Capitale o dalla vicina e culturalmente ingombrante Firenze.
Il Convegno del marzo 2003, dedicato a Pistoia, al suo territorio e alla Valdinievole, costituisce il secondo anello di una iniziativa culturale promossa dalla Sezione Toscana dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, inaugurata nel 2000 a Siena e che già ha fissato la prossima tappa nella città di Lucca, intendendo coprire via via l’intero territorio della Toscana, regione dove, fra l’altro, l’abitare in chiave monumentale assume caratteri di rinomato interesse.
Questo particolare taglio ad un tempo tematico e critico, l’arte dell’abitare appunto, ha inoltre catalizzato l’interesse di studiosi di vari ambiti disciplinari – dalla storia dell’architettura e del restauro alla cultura del territorio e all’arte dei giardini, dall’archivistica alla letteratura, alla musica, alla storia del costume -, esponenti non solo del mondo accademico e di quello della tutela dei beni culturali, ma anche di appassionate e attente realtà locali, se non addirittura dei discedenti delle stesse casate, proponendo quindi al lettore non solamente approfondimenti su emergenze edificatorie ed artistiche già note, ma anche ‘intrusioni’ fino negli angoli più reposti e intimi delle famiglie locali, offrendo la possibilità di cogliere con maggiore esattezza gli elementi di continuità o di cesura con tanto illustre passato e facendo emergere, accanto ai nomi di committenti e artisti già di chiara fama, altri meno noti al pubblico più ampio, ma che magari hanno operato in modo più capillare e costante e nell’intero territorio.

COD: Emilia Daniele, Alinea Editrice, 2004, 368 p., cm. 21,5x31, rilegato. Categorie: , , .
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