La morte e la gloria. Apparati funebri medicei per Filippo II di Spagna e Margherita d’Austria

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Catalogo della mostra Firenze, Cappelle Medicee, 13 marzo-27 giugno 1999

Dal Cinquecento in poi, la politica delle alleanze matrimoniali diede luogo a scambi tra la corte dei Medici e le corti europee. Le relazioni erano immancabilmente accompagnate da scambi di oggetti, soprattutto manufatti preziosi, curiosi e esotici, dipinti e ritratti che viaggiavano insieme alle doti delle principesse o come doni diplomatici, contribuendo alla diffusione di gusti, mode, tecnologie. Le celebrazioni in effigie rientrano in questo panorama, caratterizzato dal vasto narrare per immagini. Filippo II di Spagna, re cattolico e prudente, amante delle arti, mecenate grandissimo, morì nel 1598. I Medici, il 10 novembre dello stesso anno, celebrarono in San Lorenzo a Firenze, il suo funerale in effigie affidando a Donato dell’Antella la soprintendenza della cerimonia e a Vincenzo Pitti, letterato, accademico e poi senatore fiorentino, la scrittura del testo, mentre la scenografia fu ideata, con ogni probabilità, dal grande pittore del Cinque-Seicento Ludovico Cardi, detto il Cigoli. Si trattava di una cerimonia grandiosa con effetti luministici spettacolari e musiche ricercatissime, e per la quale furono realizzate ventiquattro tele a monocromo dipinte dagli accademici fiorentini con le gesta dei Re destinate, come in una sequenza filmica, a decorare le arcate della basilica, solennemente parata a lutto con ricche stoffe nere e oro ed emblemi della vita e della morte. Il catalogo presenta le tele che furono eseguite in occasione delle celebrazioni in effigie del re di Spagna Filippo II e della regina Margherita d’Austria. Le opere per le due celebrazioni sono di grandissimo interesse ed eseguite da Bernardino Poccetti, Jacopo Ligozzi, Giovanni Stradano, Ludovico Buti, Giovanni Bizzelli, Fabrizio Boschi, Giovan Maria Butteri, Michelangelo Cinganelli, Cosimo Gamberucci, Giovan Battista Paggi, Domenico Passignano, Benedetto Veli, Tiberio Titi. Nicodemo Ferrucci, Francesco Mati, e molti altri accademici. Nuovo e significativo appare oggi il loro rilievo storico, poiché costituirono il sicuro e costante riferimento iconografico per le successive rappresentazioni celebrative, indicando le tematiche da trattarsi nella esaltazione delle virtù maschili e femminili.

COD: Monica Bietti, Sillabe, 2006, 208 p., cm 24x30, brossura. Categorie: , .
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