La Cappella Sistina

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Quando, tra il 1475 e il 1481, Sisto IV fece costruire la Cappella, un vasto ambiente rettangolare coperto da una volta ribassata, non immaginava certo che avrebbe ospitato alcune tra le massime espressioni dell’arte rinascimentale. Di certo non pensava che sarebbe divenuta nota in tutto il mondo in quanto sede del conclave e delle altre cerimonie pontificie ufficiali, ma soprattutto per la stupefacente decorazione, una delle opere d’arte più celebrate della civiltà artistica occidentale. Già commissionando la balaustra della cantoria e l’elegante transenna marmorea che divide il vano in due parti, il Papa aveva dimostrato una notevole sensibilità per l’arte. Sensibilità che lo condusse a interpellare, tra il 1481 e il 1483, alcuni tra i più importanti artisti del momento – tra gli altri, Sandro Botticelli, Luca Signorelli, Piero di Cosimo, Perugino, Domenico Ghirlandaio, Pinturicchio – per l’esecuzione degli affreschi alle pareti laterali e di fronte all’altare.

Nel 1506 Giulio II riprese il progetto decorativo e lo affidò a Michelangelo che, tra il 1508 e il 1512, affrescò la volta e in seguito, sotto il pontificato di Paolo III, la parete di fondo dell’ambiente. Un vasto ciclo pittorico ricopre l’intera superficie della volta, nella cui zona centrale sono dipinte nove storie della Genesi. La parete di fondo è invece occupata da una grandiosa scena in movimento all’interno di uno spazio senza limiti: il magnifico e terribile Giudizio universale, che Michelangelo realizzò tra il 1536 e il 1541 superando gli ideali iconografici e i rapporti prospettici dell’arte rinascimentale

COD: Caterina Cirri, Simona Ricci, Logos, 2011, 240 p., cm. 34,5 x 41, rilegato. Categorie: , .

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Peso 3.50 kg

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