Incubi nordici e miti mediterranei. Max Klinger e l’incisione simbolista mitteleuropea

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Max Klinger (Lipsia, 18 Febbraio 1857 – Großjena, 4 Luglio 1920) è stato un pittore e scultore tedesco. Nato a Lipsia da una famiglia benestante si rivela artista eclettico, portato per il disegno e la pittura, frequenta la Grossherzogliche Badische Kunstschule di Karlsruhe.
La costante tendenza a sottrarsi all’insegnamento accademico lo porta nel 1875 a Berlino, al seguito del suo maestro Karl Gussow. Conclude gli studi all’ Accademia di Berlino nel 1877 e sviluppa contemporaneamente il suo interesse per i disegni a penna ed inchiostro di china ottenendo nell’anno successivo un importante successo alla 52ª mostra della locale Reale Accademia.
Il ciclo di disegni Parafrasi sul ritrovamento di un guanto lo porterà ad essere apprezzato in Danimarca e Norvegia. Inizia in questo periodo lo studio delle tecniche grafiche e comincia ad incidere all’acquaforte i suoi disegni. Dopo un soggiorno a Bruxelles si trasferisce nel 1880 a Monaco di Baviera. Le serie Schizzi all’acquaforte e Eva e il futuro, per interessamento di Christian Krohg verranno esposti a Cristiania (Oslo dal 1925) influenzando la bohème norvegese cui apparteneva il giovane Edvard Munch. Tornato a Berlino dal 1881, dopo alcuni soggiorni a Parigi dove studierà in particolare la produzione di Gustave Dorè, Francisco Goya e Pierre Puvis de Chavannes, a partire dal 1884 inizierà ad interessarsi anche alla scultura a colori ed a produrre (1885) i primi bozzetti per la statua di Beethoven.
Nel 1886 è in Italia, interessato dal marmo di Carrara. Nel 1887 conosce Arnold Böcklin e Julius Vogel, direttore del Museum der bildenden Künste di Lipsia. Dal 1888 è a Roma ed intaprende diversi viaggi di studio che lo portano fino in Sicilia. Nel 1891 pubblica lo studio Pittura e disegno. Dal febbraio del 1892 farà parte del gruppo Elf, che, riorganizzato da Max Lieberman, dopo la forzata chiusura della mostra retrospettiva di Munch, darà origine alla Secessione berlinese. Nel 1894 sarà in Grecia, alla ricerca di marmi policromi, e verrà a conoscenza delle tracce di colore da poco scoperte nelle antiche sculture greche dell’acropoli di Atene. Dal 1897 è membro della Secessione viennese. Conosce la scrittrice viennese Elsa Asenijeff che diventerà sua modella e compagna. Dal 1900 soggiorna a Parigi dove lavora per il trono in bronzo della statua di Beethoven che, completata, sarà esposta alla 14ª mostra della Wiener Sezession (1902).
Nel 1905 acquistò Villa Romana a Firenze, istituendovi un premio, tuttora esistente, per giovani artisti tedeschi. Nel 1907 è in Spagna.
Ormai famoso viene insignito di molte onorificenze fra cui le lauree ad honorem in medicina e filosofia, Lovis Corinth dedica la sua conferenza La pittura tedesca “…al più tedesco degli artisti, Max Klinger” (1914).
Nel 1915 pubblica a Lipsia l’ultimo dei suoi cicli di acqueforti intitolato, La tenda. Nel 1919, ormai gravemente malato sposa Gertrud Bock, nuova modella dal 1910, che nomina sua erede universale.
Muore il 4 luglio 1920 a Großjena, presso Naumburg, nella sua piccola casa con vigneto acquistata nel 1903.

COD: EmanueleBardazzi, Giulia Ballerini, M. Donata Spadolini, Polistampa, 2014, 184 p., cm. 24x31, rilegato. Categorie: , .
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