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I Borghese e l’Antico

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Duecento anni dopo il loro arrivo al Musée Napoléon, così fu ribattezzato il Louvre nel 1803, sessanta delle magnifiche sculture della collezione Borghese vendute nel 1807 a Napoleone Bonaparte dal principe Camillo Borghese ritornano per la prima volta nel loro luogo originario.
Attraverso due momenti fondamentali della storia, lunga tre secoli, della celebre raccolta – la formazione e l’alienazione – il volume non solo descrive analiticamente la composizione e l’allestimento della collezione, ma rievoca al contempo il gusto del cardinale Scipione Borghese, suo fondatore, e l’allestimento tardo settecentesco voluto dal discendente Marcantonio IV.
Fin dall’inizio del XVII secolo a Villa Pinciana, detta poi Borghese, le opere di pittura erano affiancate da quelle di scultura, con un vivo e percepibile raffronto tra le immagini dipinte e quelle scolpite. Anche alla fine del Settecento, quando la Villa fu rinnovata per volere del principe Marcantonio Borghese, furono le opere di scultura a determinare i punti focali dell’allestimento. I progetti realizzati dall’architetto Antonio Asprucci a partire dal 1766 mostrano una varietà di esiti governata da un’evidente organicità che venne rafforzata dalla compresenza di una numerosa quanto eterogenea schiera di pittori, scultori e artigiani, un buon numero dei quali, a sua volta, aveva condiviso in quegli stessi anni molte delle principali imprese artistiche romane. Si creò così l’aspetto con cui il Museo ci appare ancora oggi, nel suo splendore di marmi, pietre dure e mosaici; modello fondamentale nell’imminente fase di passaggio verso l’idea di un “museo universale”, rappresentata negli anni di poco successivi dal Museo Pio-Clementino in Vaticano e dal Museo del Louvre a Parigi.
Grazie al fondamentale lavoro di ricerca svolto sui documenti d’archivio, il volume propone le ricostruzioni dei decori della Villa Borghese nel Seicento e nel Settecento e permette una “lettura” di questi capolavori assoluti nella loro collocazione storica. Tra le opere esposte spiccano l’Ermafrodito dormiente, Le tre Grazie, il Centauro cavalcato da Amore, il Vaso Borghese e il Sileno con Bacco bambino che rappresentano allo stesso tempo la migliore tradizione della statuaria classica e uno dei più importanti esempi del collezionismo di antichità.

COD: Aa. Vv., Skira, 2011, 440 p., cm 24x28, brossura. Categorie: , .

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Peso 2.2 kg