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Guglielmo Ulrich (1904-1977)

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Guglielmo Ulrich, architetto, disegnatore, arredatore, pittore, è senz’altro uno dei personaggi più interessanti della storia del mobile moderno italiano. Compresa tra gli ultimi anni Venti e Settanta, la sua opera è parte fondamentale dell’evoluzione stessa della cultura architettonica italiana e della nascita stessa di un’identità del design italiano.
Milanese di nascita, egli fu personaggio di punta di quella scuola lombarda che vide i migliori esempi di architettura e di arredamento “novecentesco” e “razionalista”. Legato a Gio Ponti e a tutto quel gruppo che, gravitante intorno alla rivista “Domus”, propugnava una forte modernizzazione del gusto e della casa, Ulrich seppe tuttavia mantenere un saldo rapporto con la tradizione e in particolare con quella borghese sette-ottocentesca, di cui fu elegante interprete moderno. Questa sua capacità di porre, in un momento di rottura generalizzata, un saldo rapporto tra storia e modernità, tra tradizione e innovazione, ne fa un personaggio singolare, che merita un posto da protagonista nella storia del design italiano ed europeo.
Una passione per i materiali e per i loro abbinamenti più inusuali, insieme con un’attenzione veramente unica al lavoro artigianale, rende inoltre Ulrich specchio delle realtà produttive di quegli anni, ovvero della capacità dell’artigianato lombardo di adeguarsi alle pionieristiche innovazioni tecnologiche del tempo.

Legato all’alta borghesia del Nord Italia, egli realizzò numerosi interni per le più importanti famiglie della nascente industria italiana e divenne ben presto l’architetto più ricercato e apprezzato nell’ambito delle nuove tendenze del mobile italiano.
Dalla coerenza della sua immensa produzione traspare un atteggiamento sostanzialmente indifferente alle mode, con la sola concessione di un graduale, appena accennato adeguamento al gusto e alle sue trasformazioni nel corso degli anni.

Oltre cinquemila acquerelli e disegni, vengono prodotti da Ulrich in quarant’anni di lavoro. Le sue realizzazioni nel campo dell’illuminazione, dell’oggettistica, del tessile, della gioielleria, della decorazione del mobile hanno fissato un riferimento imprescindibile nella storia del gusto e della cultura italiana. Importanti pure le sue realizzazioni in architettura, con edifici di chiaro stampo razionalista, ma sempre con un “qualcosa” in più – un dettaglio, una cornice, una balaustra -, tale da riscattarli dalla produzione corrente e riportarli nella tradizione della grande architettura milanese di matrice settecentesca e illuministica.

Il volume intende riempire un vuoto di conoscenza circa l’opera di questo “maestro”, riproponendo, per estratti, la molteplicità e la ricchezza dei suoi progetti, la loro infinita varietà e la loro sostanziale e contemporanea riconoscibilità e identità, al di là della storia degli stili e delle mode.

COD: Luca Scacchetti, Federico Motta Editore, 2009, 512 p., cm. 26x29, rilegato, Ediz. Italiana e English edition. Categorie: , .
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