Carol Rama. L’occhio degli occhi. Opere dal 1937 al 2005

35,00

Carol Rama è un’artista autobiografica. 
Ogni personaggio, ogni oggetto che compare sulla scena dell’opera trova il suo riscontro nella storia e nella memoria dell’artista. 

Il catalogo, realizzato in occasione della mostra genovese, ripercorre la storia della ricerca di Carol Rama, fin dall’Autroritratto con pullover del 1937, le Appassionate e le Dorine degli anni 30 e 40, attraverso il periodo delle opere “concrete” degli anni 50, i “bricolage” con collages di artigli animali e occhi di bambola degli anni 60 e le “gomme” degli anni 70. Dagli anni 80, fino agli ultimi lavori del 2005, assistiamo al ritorno alla figurazione, con opere che spesso integrano la pittura con il collage di materiali congeniali all’artista. Come una lucida eco, con un occhio al passato e ironica lucidità.

Olga Carolina Rama, in arte Carol Rama, nasce a Torino il 17 aprile del 1918. Negli anni Trenta frequenta l’atelier di Felice Casorati (1883-1963) e inizia a dipingere da autodidatta ritratti dalla fisionomia semplificata, con uno stile che prelude alla cosiddetta Bad Painting. Negli anni Quaranta esegue acquerelli su carta adottando come soggetto immagini di donne nude, legate su letti di contenzione, con corpi amputati degli arti, e intorno a loro fa volare protesi ortopediche e dentiere. E’ questo il caso di opere come la Nonna Carolina (1936) e Appassionata (1941) che anticipano di vari decenni neoavanguardie contemporanee come il Post-Human. Dopo aver aderito nei primi anni Cinquanta all’astrattismo del MAC – Movimento Arte Concreta, e avere partecipato con lavori astratto-concreti alla Biennale di Venezia del 1948 e del’50, negli anni Sessanta Carol Rama si riavvicina alla figuratività con i Bricolage; composizioni in cui troviamo occhi di vetro, denti e unghie incollate su tele dipinte con segni e macchie di stile informale. Conclusa anche questa stagione, negli anni Settanta utilizza camere d’aria di bicicletta per ”dipingere” tele in apparenza astratte e costruire installazioni dove c’e’ sempre un subliminale riferimento al corpo e alla sessualità: le camere d’aria rosa sono pelle, carne, budella, falli. Tra gli anni Ottanta e Novanta l’immaginario di Carol Rama si popola di nuovi protagonisti: la Mucca Pazza, Birnam e Buster Keaton. Soggetti dipinti o disegnati sopra mappe catastali e fogli ”usati” con disegni di macchinari industriali. Carol Rama è ormai conosciuta dalla cerchia degli estimatori dell’arte contemporanea, ma il grande riconoscimento pubblico le arriva soltanto nel 2003, quando le viene conferito il Leone d’oro alla carriera in occasione della 50. Biennale di Venezia.

Genova, Palazzo Ducale
22 giugno – 28 settembre 2008

COD: Marco Vallora, Skira, 2008, 160 p., cm 24x28, brossura, Ediz. Italiana e English edition. Categoria: .

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Peso 1.2 kg