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Anni Cinquanta. La Dolce Vita in Italia

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Il treno ETR 300, detto Settebello e disegnato da Guido Minoletti, sfreccia da Roma a Milano inaugurando la viabilità per l’anno santo: forse basterebbe questa immagine a definire l’inizio del decennio degli anni Cinquanta. Tuttavia, quell’immagine sarebbe una visione parziale di questo complesso periodo fondativo, culla di ciò che è ora celebre in tutto il mondo come Made in Italy. Infatti, sono questi gli anni in cui il design italiano – il design di Gio Ponti, Albini, Zanuso – si radicherà sull’idea di “trasformare in poetico canto ogni rappresentazione formale dell’esistenza: dal cucchiaio alla città”, come ebbe a sintetizzare in un celebre slogan l’architetto e teorico italiano Ernesto Rogers. L’alta qualità dell’artigianato italiano è un DNA comune anche al settore della moda. Prova ne sono le creazioni delle Sorelle Fontana, di Emilio Pucci, di Fernanda Gattinoni, creatori di capi straordinari per le dive e le donne più belle dell`alta società. Il grande cinema e il divismo entrano così nell’immaginario collettivo, con modalità che verranno raccontate in maniera differente dalla Dolce vita di Fellini del 1960 e dagli spot pubblicitari di Carosello. Al contempo, le tavole degli italiani conoscono il passaggio dal cibo della mamma a quello prodotto dalla macchina, novità che, insieme alla grande diffusione degli elettrodomestici, muta profondamente la conduzione famigliare e la gestione casalinga, e quindi la condizione delle donne.

COD: Domitilla Dardi, 24 Ore Cultura, 2013, 119 p., cm. 24x31, rilegato in tela. Categorie: , .